Mi son spesso chiesto come facessero a guadagnare quei siti on line che producono e vendono statue in vetroresina di santi e madonne. Sì, la mia vita è spesso piena di domande del tutto inutili. Così, girovagando per la rete ho scoperto che più d’una di queste aziende, all’apparenza fatte di devoti cultori di Padre Pio, produce in serie statue che ho visto anche di recente all’interno di ambigui bar della Baviera! Un esempio lampante è offerto dall’immagine qui sopra riportata: con il san Sebastiano con tanto di asciugamano da sauna in vita, la riproduzione di un “parrucchiere di città” (così recita la didascalia del sito che la vende ad € 615,00 più IVA!) – mi resta inevasa la curiosità per il parrucchiere di provincia – ed infine (altra illuminante didascalia) “L’uomo muscoloso”. Ora, metti che un impiegato si sbagli nelle spedizioni e l’uomo muscoloso arrivi presso la parrocchia di Sant’Eufemio martire…Oddio, tanto chi può sapere davvero che faccia aveva Sant’Eufemio, magari la vecchina una prece gliela concede lo stesso!
Grande Torino in… cenere
Quale mente criminale può aver partorito questa atrocità? Un posacenere a foma di aereo – e fin qui siamo nell’eversione, al limite anche nella perversione, estetica, già estrema ed efferata di per sé, indice di una sicura forma di disturbo mentale piuttosto grave – con le effigi dei calciatori del Grande Torino morti nella Tragedia di Superga e la scritta “I campioni del Torino – Superga 4 maggio 1949″ – e qui dall’efferato si a passa in un sol istante allo sleazy, al gore, al cannibalismo, al crimine contro l’umanità: non c’è perdono, non c’è salvezza! L’aereo che si schianta, la vita dei giocatori in fumo, la cenere che si deposita sulle ali… A dir poco imbarazzante. Read the rest of this entry
PC guardian angel (glow-in-the-dark)
Grazioso accessorio fra il sacro e il tecnologico, il piccolo Angelo Custode per PC ha il biadesivo sulla base per poter essere posizionato in cima al monitor e proteggere l’apparato elettronico da temutissimi crash di sistema! Essendo fosforescente, suppongo anche che servisse in caso di black-out. Ottimizzato per monitor a tubo catodico e OS Windows 98, dubito che vi siano upgrade disponibili…
Il dente del giudizio universale
In merito all’evidente acceso sadismo dei dentisti ce ne sarebbe da scrivere a iosa… già nel film La piccola bottega degli orrori (sia quello del ’60 di Corman che quello dell’86 di Oz) il rapporto sadomasochista tra dentista e paziente viene esplicitato in tutta la sua perversione: il dentista gode nel procurare dolore ai suoi pazienti e solo un profondo masochista può provare piacere nel sottoporsi ai suoi strumenti. Il dentista è un perverso aguzzino e il suo studio una camera delle torture, e si sa, alla vittima, prima di venir sottoposta al martirio, devono essere mostrati gli strumenti – si dice infatti che accadesse talvolta, durante il Medioevo, che il prigioniero confessasse così ancor prima di essere stato sottoposto ad alcun tormento: bastava la visione di tali attrezzi per terrorizzare il malcapitato e fargli ammettere anche colpe mai commesse. Identico intento ha nei moderni studi odontoiatrici l’esposizione di tutta una serie di immagini orripilanti nei salottini di attesa: denti trapanati, otturazoni, gengive sanguinanti, operazioni, malattie, schemi e disegni, incutono terrore al paziente ancor prima che le mani del cavadenti comincino ad operare. Ecco così che si palesa immediatamente lo scopo di questo manufatto: un posacenere a forma di dente che l’aguzzino in camice bianco espone con efferata crudeltà nel salottino d’attesa del suo studio, così da far tremare lo sventurato paziente che, a causa, spesso, di una cattiva igiene orale, si trova ora a dover ricorrere a queste estreme misure. Ecco, la macchina della tortura è ben oliata e il carnefice pronto per eseguire la sua opera: al condannato non spetta che fumare l’ultima sigaretta…
Grazie a Monkishiro per l’oggetto.
Glow-in-the-dark praying hands

Deliziose e ispiratrici, le piccole mani giunte che pregano, montate su base in plastica comodamente posizionabile ovunque; rigorosamente “glow-in-the-dark” per il credente che deve sempre vedere la luce, rigorosamente “made in the u.s.a”… Read the rest of this entry
La palla di vetro dell’ultima cena
I negozietti gestiti da cinesi, quelli che vendono un pò di tutto e spesso niente di buono, a volte nascondono delle incredibili sorprese, come questa meravigliosa “Palla Di Neve”, accessoriata con portapenne, contenente nientemeno che la rappresentazione dell’ Ultima Cena! Impossibile lasciarla sullo scaffale…
Dio benedica il Papa e la Sua Santissima Chiesa tutta
Dio benedica il Papa e la Sua Santissima Chiesa tutta! Noi che di fede viviamo e che dei digiuni quaresimali abbiamo fatto vita quotidiana, noi a cui il Signore ha concesso la grande misericordia di assistere al transito per il terzo millennio, noi che non ci perdiamo una messa al primo banco e ci affliggiamo per i dolori dell’umanità e per i peccati suoi tutti, per noi che la religione è unica fonte di speranza e di vita, come possiamo fare a meno del nostro pastore unico e santissimo, tedesco, saldo, vigorosissimo e con le ballerine uguali a quelle che indossavamo giovincelle e ci concedevamo il vezzo di una scarpetta rossa che vedemmo indossare a Judy Garland? Come non tenerlo sempre vicino a noi, tra i nostri oggetti quotidiani, ben esposto nelle nostre cucine? Con il grazioso e indispensabile set di oggetti pratici e utili griffati con l’effige del nostro sommo Pontefice. Orsù amiche e sorelle nella fede, togliamo via la gondola in plastica e la miniatura della torre di Pisa che giacciono sopra i nostri televisori! Sostituiamoli con il piattino recante il dolce viso del nostro pastore circondato da un’aureola di nuvole e dai più bei monumenti della nostra capitale. Aprire le nostre bottigliette di gazzosa sarà più facile e sacrale con il cavatappi papale. Dove tenere la nostra cardiospirina, la nostra effortil o le nostre pillole per l’osteoporosi? Il vezzoso e imperdibile portapillole rappresenta per noi sollievo dalle nostro infermità. E il nostro frigorifero avrà nuova luce con il magnete proteggente! Sorelle ogni oggetto, ovviamente, reca la sacra firma papale!
Pina de Bernardis
Salt, Pepper & Boobs

Brutto, volgare, esteticamente osceno, politicamente scorretto: OK, fa per noi. Che cos’è questa donnina di ceramica con le sopracciglia disegnate e l’acconciatura vagamente retro, dalle poppe deformi? Un servizio sale e pepe. Quale nobile tavola imbandita decorerà con le sue nude forme e a quali ospiti illustri offrirà le sue grazie, lasciando stringere i suoi seni turgidi e salati o piccanti? Certo è che se ogni regola di galateo a tavola vi impedisce di accarezzare lascivamente i seni della vostra vicina (potete farlo solo dopo, appartandovi in un salottino), nulla vi impedisce di rifarvi con questo oggettino raffinato e di buon gusto. Bon appetit!
L’ora del tè
Sono le 5 pm ed una signora perbene non può continuare la giornata se non si ferma giusto quei tre quarti d’ora per gustare degli ottimi biscotti allo zenzero accompagnati da una buona tazza di tè verde. Il limone, si sa, è bandito. Volete ancora usare quelle orrende tazze anonime e orripilanti che avete preso al supermercato con quelle stupide raccolte punti facendovi credere che la fedeltà a quel venditore valga il vostro buongusto? Non sia mai. Che nella vostre credenza ora e sempre giacciano, in assoluta armonia coi pizzi ben sistemati ai bordi degli scanni del nostro mobile, queste meravigliose tazze da tè. Servizio da quattro, formazione ideale per una gratificante partita a canasta, con cucchiaino compreso. Per noi, che abbiamo superato abbondantemente la cinquantina con i nostri ormoni che han fatto le valigie e si son trasferiti verso zone recondite del nostro corpo, è un diritto ricordare i tempi della gloriosa età in fiore che tanta soddisfazione diede a noi e ai nostri amanti. Cosa c’è di meglio di una tazza che prende la forma di un lussureggiante papavero rosso, in memoria di quando mettevamo fiori rossi sulle nostre fulgenti chiome color del grano? Diventare per un giorno una delle fanciulle di Gauguin è un sogno che può diventare realtà, basta stringere tra le mani la tazza con i conturbanti ibiscus in memoria delle nostre danze estive nelle balere romagnole in cui davamo mostra delle nostre magnifiche gambe scoprendole dal ginocchio alla caviglia. E di tutte le nostre donazioni alla parrocchia concesse in favore dell’Africa non ne vogliamo avere simbolo tangibile? Come non ricordarsene con la tenerissima tazza con giraffa e giraffino, che tanto ricorda la maternità in bisquit che teniamo sul comò della nostra camera da letto? E non parliamo della tazza con leone che, a me personalmente, ricorda il mio amato, defunto e unico marito.
Pina de Bernardis
Sissi, il destino di una tazza
All’austera tazza britannica monolitica e cilindrica con l’effige sua Maestà la regina madre, l’Impero Austro-Ungarico contrappone una tazza dalle forme più delicate e sinuose. E, al di là della funzione di contenitore di un qualche liquido caldo (qualunque esso vogliate), molte altre sono le differenze che caratterizzano il recipiente con l’effige della consorte di Franz Joseph. Altro secolo, altro stile e altra bevanda: non al tè, essa è destinata, ma a una più energetica cioccolata calda. Ahimé la decadenza dell’Impero Asburgico ha portato ad abbandonarsi a scellerate commercializzazioni e così ecco Sissi apparire, oltre che in stucchevoli film in technicolor, anche su gadget destinati all’acquisto da parte di turisti mordi e fuggi nell’ex-capitale imperiale. Talmente “mordi” e fuggi da accanirsi, in un momento di disperazione culinaria durante la peregrinazione tra palazzi reali e cattedrali gotiche che decorano il “Ring” della città austriaca, anche sul piedistallo di questa porcellana e staccarne famelicamente un pezzo. Grüß Gott!



