Archivio mensile:gennaio 2012

Dio benedica il Papa e la Sua Santissima Chiesa tutta

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Dio benedica il Papa e la Sua Santissima Chiesa tutta! Noi che di fede viviamo e che dei digiuni quaresimali abbiamo fatto vita quotidiana, noi a cui il Signore ha concesso la grande misericordia di assistere al transito per il terzo millennio, noi che non ci perdiamo una messa al primo banco e ci affliggiamo per i dolori dell’umanità e per i peccati suoi tutti, per noi che la religione è unica fonte di speranza e di vita, come possiamo fare a meno del nostro pastore unico e santissimo, tedesco, saldo, vigorosissimo e con le ballerine uguali a quelle che indossavamo giovincelle e ci concedevamo il vezzo di una scarpetta rossa che vedemmo indossare a Judy Garland? Come non tenerlo sempre vicino a noi, tra i nostri oggetti quotidiani, ben esposto nelle nostre cucine? Con il grazioso e indispensabile set di oggetti pratici e utili griffati con l’effige del nostro sommo Pontefice. Orsù amiche e sorelle nella fede, togliamo via la gondola in plastica e la miniatura della torre di Pisa che giacciono sopra i nostri televisori! Sostituiamoli con il piattino recante il dolce viso del nostro pastore circondato da un’aureola di nuvole e dai più bei monumenti della nostra capitale. Aprire le nostre bottigliette di gazzosa sarà più facile e sacrale con il cavatappi papale. Dove tenere la nostra cardiospirina, la nostra effortil o le nostre pillole per l’osteoporosi? Il vezzoso e imperdibile portapillole rappresenta per noi sollievo dalle nostro infermità. E il nostro frigorifero avrà nuova luce con il magnete proteggente! Sorelle ogni oggetto, ovviamente, reca la sacra firma papale!

Pina de Bernardis

Salt, Pepper & Boobs

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Sale e Pepe con tette
Brutto, volgare, esteticamente osceno, politicamente scorretto: OK, fa per noi. Che cos’è questa donnina di ceramica con le sopracciglia disegnate e l’acconciatura vagamente retro, dalle poppe deformi? Un servizio sale e pepe. Quale nobile tavola imbandita decorerà con le sue nude forme e a quali ospiti illustri offrirà le sue grazie, lasciando stringere i suoi seni turgidi e salati o piccanti? Certo è che se ogni regola di galateo a tavola vi impedisce di accarezzare lascivamente i seni della vostra vicina (potete farlo solo dopo, appartandovi in un salottino), nulla vi impedisce di rifarvi con questo oggettino raffinato e di buon gusto. Bon appetit!

L’ora del tè

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Sono le 5 pm ed una signora perbene non può continuare la giornata se non si ferma giusto quei tre quarti d’ora per gustare degli ottimi biscotti allo zenzero accompagnati da una buona tazza di tè verde. Il limone, si sa, è bandito. Volete ancora usare quelle orrende tazze anonime e orripilanti che avete preso al supermercato con quelle stupide raccolte punti facendovi credere che la fedeltà a quel venditore valga il vostro buongusto? Non sia mai. Che nella vostre credenza ora e sempre giacciano, in assoluta armonia coi pizzi ben sistemati ai bordi degli scanni del nostro mobile, queste meravigliose tazze da tè. Servizio da quattro, formazione ideale per una gratificante partita a canasta, con cucchiaino compreso. Per noi, che abbiamo superato abbondantemente la cinquantina con i nostri ormoni che han fatto le valigie e si son trasferiti verso zone recondite del nostro corpo, è un diritto ricordare i tempi della gloriosa età in fiore che tanta soddisfazione diede a noi e ai nostri amanti. Cosa c’è di meglio di una tazza che prende la forma di un lussureggiante papavero rosso, in memoria di quando mettevamo fiori rossi sulle nostre fulgenti chiome color del grano? Diventare per un giorno una delle fanciulle di Gauguin è un sogno che può diventare realtà, basta stringere tra le mani la tazza con i conturbanti ibiscus in memoria delle nostre danze estive nelle balere romagnole in cui davamo mostra delle nostre magnifiche gambe scoprendole dal ginocchio alla caviglia. E di tutte le nostre donazioni alla parrocchia concesse in favore dell’Africa non ne vogliamo avere simbolo tangibile? Come non ricordarsene con la tenerissima tazza con giraffa e giraffino, che tanto ricorda la maternità in bisquit che teniamo sul comò della nostra camera da letto? E non parliamo della tazza con leone che, a me personalmente, ricorda il mio amato, defunto e unico marito.

Pina de Bernardis

Sissi, il destino di una tazza

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Tazza imperatrice SissiAll’austera tazza britannica monolitica e cilindrica con l’effige sua Maestà la regina madre, l’Impero Austro-Ungarico contrappone una tazza dalle forme più delicate e sinuose. E, al di là della funzione di contenitore di un qualche liquido caldo (qualunque esso vogliate),  molte altre sono le differenze che caratterizzano il recipiente con l’effige della consorte di Franz Joseph. Altro secolo, altro stile e altra bevanda: non al tè, essa è destinata, ma a una più energetica cioccolata calda. Ahimé la decadenza dell’Impero Asburgico ha portato ad abbandonarsi a scellerate commercializzazioni e così ecco Sissi apparire, oltre che in stucchevoli film in technicolor, anche su gadget destinati all’acquisto da parte di turisti mordi e fuggi nell’ex-capitale imperiale. Talmente “mordi” e fuggi da accanirsi, in un momento di disperazione culinaria durante la peregrinazione tra palazzi reali e cattedrali gotiche che decorano il “Ring” della città austriaca, anche sul piedistallo di questa porcellana e staccarne famelicamente un pezzo. Grüß Gott!

Dal diario di un ricercatore

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Finalmente, dopo mesi di intenso lavoro, una giornata da ricordare. Esattamente dopo tre mesi dall’inizio della campagna di scavi abbiamo fatto un ritrovamento che il direttore stesso della spedizione non esita a definire straordinario. Qualcuno iniziava a nutrire dei dubbi sull’ipotesi che sta alla base della nostra ricerca e cioè la presenza in questa zona, ancora non indagata da alcuno scavo, di forme aggregative di natura urbana. Ad una prima rimozione del suolo superficiale nessuno ha nascosto la delusione.

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Tazza da té con Regina Madre

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…E da dove bere un tè servito da una teiera come quella del precedente post, se non in una tazza come questa? Nell’immagine, sua altezza reale la defunta regina madre! Una che a cento uno anni pretese di essere portata alle corse dei cavalli per poter scommettere sul suo favorito. Perse, ma l’occasione fu lo stesso buona per farsi versare una doppia dose di Gin!

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Enrico VIII da teiera (1)

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Sulle teiere, si sa, un eversore estetico potrebbe incagliarsi e rallentare il proprio cammino rivoluzionario, serenamente rapito da una pausa di rilassanti infusi aromatizzati da chiacchiere amabili col garbo d’altri tempi…o no? Se poi sulla teiera campeggia un Enrico VII dipinto come noi all’asilo si dipingeva col vernidas….

I’m Henery the Eighth, I am!
Henery the Eighth I am! I am!
I got married to the widow next door,
She’s been married seven times before.
Every one was an Henery
She wouldn’t have a Willie or a Sam
I’m her eighth old man named Henery
Henery the Eighth I am.