Archivi categoria: Posacenere

Mosca posacenere a colori

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Mosca posacenere a colori

La mosca posacenere, caposaldo dell’eversore estetico di comprovata e consolidata fede, che egli sfoggia nel proprio salotto buono da dove organizza l’assalto alla società contemporanea del minimalismo estetico, è di per sé un artefatto archetipo di lungimiranza visionaria. Ma in bianco e nero rischia di ammorbidire la vostra ribellione al conformismo del monocolore scandinavo.
Ebbene, eversori estetici affezionati al centrino salva soprammobile, esiste anche una più equa e solidale versione a colori! Sgarrupata dal tempo e dagli sforzi per occultarvi all’interno memorie erotiche ottenebrate dall’arteriosclerosi, la mosca posacenere a colori, riporterà la giustizia nel mondo occidentale!

Posacenere Sissi

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Stanchi dell’ennesima replica estiva di tutti i film che la ritraggono sognante, adorante, cinguettante, piangente? Ecco un utile sfogo: posacenere con l’imperatrice su cui prendere la mira.

ps: grazie all’eversore estetico Stefano Giuliani per l’invio della foto dell’oggetto, di cui si dice, giustamente, orgoglioso

Grande Torino in… cenere

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Aereo posacenere

Quale mente criminale può aver partorito questa atrocità? Un posacenere a foma di aereo – e fin qui siamo nell’eversione, al limite anche nella perversione, estetica, già estrema ed efferata di per sé, indice di una sicura forma di disturbo mentale piuttosto grave – con le effigi dei calciatori del Grande Torino morti nella Tragedia di Superga e la scritta “I campioni del Torino – Superga 4 maggio 1949” – e qui dall’efferato si a passa in un sol istante allo sleazy, al gore, al cannibalismo, al crimine contro l’umanità: non c’è perdono, non c’è salvezza! L’aereo che si schianta, la vita dei giocatori in fumo, la cenere che si deposita sulle ali… A dir poco imbarazzante. Leggi il resto di questa voce

Il dente del giudizio universale

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Dente PosacenereIn merito all’evidente acceso sadismo dei dentisti ce ne sarebbe da scrivere a iosa… già nel film La piccola bottega degli orrori (sia quello del ’60 di Corman che quello dell’86 di Oz) il rapporto sadomasochista tra dentista e paziente viene esplicitato in tutta la sua perversione: il dentista gode nel procurare dolore ai suoi pazienti e solo un profondo masochista può provare piacere nel sottoporsi ai suoi strumenti. Il dentista è un perverso aguzzino e il suo studio una camera delle torture, e si sa, alla vittima, prima di venir sottoposta al martirio, devono essere mostrati gli strumenti – si dice infatti che accadesse talvolta, durante il Medioevo, che il prigioniero confessasse così ancor prima di essere stato sottoposto ad alcun tormento: bastava la visione di tali attrezzi per terrorizzare il malcapitato e fargli ammettere anche colpe mai commesse. Identico intento ha nei moderni studi odontoiatrici l’esposizione di tutta una serie di immagini orripilanti nei salottini di attesa: denti trapanati, otturazoni, gengive sanguinanti, operazioni, malattie, schemi e disegni, incutono terrore al paziente ancor prima che le mani del cavadenti comincino ad operare.  Ecco così che si palesa immediatamente lo scopo di questo manufatto: un posacenere a forma di dente che l’aguzzino in camice bianco espone con efferata crudeltà nel salottino d’attesa del suo studio, così da far tremare lo sventurato paziente che, a causa, spesso, di una cattiva igiene orale, si trova ora a dover ricorrere a queste estreme misure. Ecco, la macchina della tortura è ben oliata e il carnefice pronto per eseguire la sua opera: al condannato non spetta che fumare l’ultima sigaretta…

Grazie a Monkishiro per l’oggetto.

Posacenere in ottone a forma di mosca

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Posacenere a forma di mosca

Il portacenere è per antonomasia l’oggetto destinato a sfogare gli istinti più abbietti, ogni più sordida depravazione. Già l’atto di spegnerci sopra il tizzone ardente della sigaretta è in sé un atto carico di una forte dose di sadismo, degno di una approfondita analisi psicanalitica: quando Sigmund Freud dichiarò, un anno prima della sua morte, “la lotta non è ancora terminata”, ne siamo certi, si riferiva proprio a questo. Ma un sadismo ancora più acceso è sicuramente ciò che spinge all’ideazione delle fogge più astruse e improbabili con cui viene modellato questo ammennicolo. Nella più recente fase della storia umana questo genere di manufatto è stato prodotto in una quantità di forme e stili così vasta che questo tipo di pervertimento sociale meriterebbe la compilazione di un apposito trattato scientifico. Nel ridotto spazio di Eversione Estetica non possiamo fare altro che prendere atto della degenerazione in cui versa l’umanità e constatarne la “ferocia” stilistica. Classico dei classici, irrinunciabile presenza in ogni casa piccolo borghese che si rispetti, è il posacenere a forma di mosca o di ape in ottone necessariamente ossidato. L’addome apribile ne può modificare la destinazione anche a porta oggetti: spesso e volentieri nasconde chiavi che aprono secretaire e sgabuzzini, dove si nascondono le lettere degli amanti della signora bene, o le letture licenziose e libertine del gentiluomo benestante e ipocrita, che pubblicamente bacchetta il malcostume e nel privato si dedica alla lascivia degli scritti di Pierre Louÿs.

Posacenere souvenir di albergo

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Posacenere Cavallino
Se la vacanza trascorsa in una celebre località balneare vi ha lasciato quella punta di nostalgica amarezza, che vi fa tornare a lavorare con lo spirito affranto e demoralizzato, cosa meglio di un bel posacenere riproducente l’albergo nel quale avete trascorso un mese intero in totale spensieratezza? Questo meraviglioso posacenere riproduce la foto dell’albergo Ca’ di Valle di Cavallino-Treporti, località sulla costa adriatica a Nord di Venezia. Osservando questa immagine del passato ci sembra di sentire il juke-box suonare in lontananza Due ragazzi nel sole dei Collage e il tintinnare dei flipper… Ahimè, non è più: l’albergo è stato ristrutturato e il suo strepitoso color gelato al pistacchio artificiale anni settanta è stato sostituito da un banalissimo bianco-bunker. Sono distrutto. 😦