Abitate in una bella casa moderna tutta bianca, arredata con mobili moderni, dal design lineare e pulito, senza fronzoli e decorazioni? Le vostre stanze sembrano sale di un museo contenenti solamente parallelepipedi neri o bianchi vuoti la cui funzione non è chiara nemmeno a voi stessi? Avete una cucina modernissima e hi-tech che però non sapete usare e siete perciò costretti a nutrirvi solamente di cibi precotti? Bene, niente paura: c’è ancora speranza per voi, potete ancora essere convertiti sulla via del damascato.
Esistono ancora, infatti, mondi paralleli nascosti dietro cortine di tendine ricamate, in cui sopravvivono antichi arredamenti che fanno proprio il principio filosofico dell’horror vacui: riempire tutto, ogni minimo spazio disponibile, con un elemento decorativo, ricco, sfarzoso, dalla decorazione eccessiva, arzigogolata. Un mobile non è un mobile senza un soprammobile, e un soprammobile non è tale se non viene sottolineato da un centrino, posto ad ammortizzarne il peso estetico sulla superficie preziosa dell’arredo sottostante.
In questi spazi rigorosamente retro le superfici verticali delle pareti domestiche sopravvivono ai moderni dictat dell’uniformità omogenea ed essenziale del tutto bianco, e sfoggiano con la massima non chalance antiche carte da parati damascate, decorate, floreali.
Noi non possiamo garantirvi di arrivare a tanto, ma se vi siete lasciati sfuggire l’opportunità di acquistare gli ultimi lotti del Putto Piscia-Wisky presente nel vecchio catalogo Gli introvabili Euronova, potete ancora rifarvi tuffandovi alla ricerca di schifezze superstiti da bomboniere della cresima, regali di compleanni, anniversari e, soprattutto, souvenir di viaggi di nozze in città d’arte italiane ed estere, passando al setaccio i mercatini dell’usato dove compiere approfonditi scavi archeologici.
Come possiamo infatti conoscere la vita degli antichi se non dai manufatti che ci provengono da remote ere attraverso gli scavi archeologici? Tutti gli oggetti quotidiani che oggi possiamo ammirare nei musei storici, erano forse oggetti di alto valore, preziosi utensili di alta fattura? Senz’altro no. Spesso erano oggetti di scarso valore che venivano venduti nei mercati. Che si trovavano a poco prezzo nelle bancarelle di quelli che possono essere considerati i supermarket dell’antichità.
E come possiamo pensare che le cianfrusaglie che oggi acquistiamo su cataloghi come Gli Introvabili Euronova o D-Mail, e che vengono indelebilmente bollate con il marchio di cheap, un giorno non possano finire anch’esse nei musei di storia a descrivere lo stile e il gusto del ‘900? Chi ci dice che un giorno il Putto Piscia-Whisky o il Portarotolo Musicale non saranno rivalutati come oggetti d’alta classe dagli storici dell’anno 3033 (“se l’uomo ancora c’è”)?
Classe e raffinatezza non sono, del resto, valori assoluti, ma appartengono all’epoca nella quale si vive: ciò che nell’ottocento era considerato bello e raffinato, infatti, oggi ci appare vecchio e ridondante di inutili ed eccessive decorazioni. Talune porcellane del ’700 sature di colori e di decori floreali stucchevoli, ad esempio, appaiono oggi di un gusto barocco eccessivo, anzi, peggio rococò, tale da poterle considerare di “cattivo gusto” e da indurre il moderno design victim a desiderare la morte. E questo nonostante tali pezzi di antiquariato siano senz’altro considerati oggetti di alta manifattura con quotazioni da brivido: simili manufatti difficilmente li vorremmo nelle nostre case moderne e mal si accosterebbero al nostro arredamento Ikea.
Il gusto del resto si adegua all’epoca, e in quest’epoca post-industriale gli antichi metri di giudizio non valgono più. A definire l’eleganza della casa moderna vengono in nostro aiuto nuovi parametri estetici e morali. Il soprammobile in avorio scolpito è politicamente scorretto, e non fa più di una casa una casa elegante, oggi è l’oggetto in plasticaccia, prodotto in serie in tiratura illimitata in qualche scantinato di Honk Kong, a rendere la nostra dimora una protagonista del nuovo secolo. È il souvenir da 2 euro comprato nella bancarella della città più visitata del mondo, e che chiunque potrebbe conservare nella propria abitazione, a rivalutarsi, divenendo, proprio per il suo status cheap, un oggetto che non può mancare in ogni casa che si rispetti.
In un’epoca di confusione e smarrimento ideologico non rimane che perdersi nel riutilizzo del superfluo inutilizzabile – e spesso inguardabile – e riarredare la propria dimora seguendo le direttive della massima del “tanto più brutto, tanto più bello”, tesi avanzata di natura omeopatica, che mira a combattere il male con il malefico, il brutto con il bruttissimo.
Armatevi dunque e partite: caricate le vostre molotov di acqua di Lourdes e preparatevi a bombardare il “salotto buono” della società contemporanea!

Annunci

Una risposta

  1. finalmente un posto in cui posso riabilitare la mia collezione di magneti da frigo e le boule de neige!
    è l’ora di dire abbasta al bon ton. 🙂