Archivi tag: fiori

Tulip Hub

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Tulip Hub“Che confusione… sarà perché ti amo!” Essì, la confusione fa fare strane cose, specie, se, per mettere ordine, ci si affida ad oggetti concepiti con una ferocia estetica degna delle orde di crociati che assalivano i villaggi della Palestina nel Medioevo.
Ma la perversione estetica non è rimasta ferma al souvenir, antico oggetto sopravvissuto in quest’era multimediale: si è aggiornata, applicandosi nella maniera più spavalda anche ad accessori tecnologici moderni quali, ad esempio gli hub USB.
In questo caso se per ordinare le periferiche del vostro PC portatile (in un PC fisso, basterebbe aggiungere un’invisibile schedina interna), ecco un hub a forma di vaso di tulipani.
Brutto? No, peggio, orrendo.

In due sulla vespa

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Romantico amarcord ai tempi del boom economico (ormai mitica chimera) o elogio funebre ad uno stile di vita? Agli eversori estetici l’ardua sentenza

Grazie ad Anna per la foto!

Altolà!

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Fermaporta mazzo di fioriSe necessitate di un fermaporta per dissuadere lo stipite dell’uscio di casa a chiudersi inavvertitamente trasportato dalle dolci brezze di una maligna corrente d’aria, lasciandovi fuori casa, sul pianerottolo, senza chiavi, mentre stavate spettegolando amabilmente sulle frequentazioni della vicina, forse è il caso che ricorriate ad un bel fermaporta.
Ne esistono in commercio di varia fattura, di semplice e funzionale design, ma un eversore estetico che si rispetti non si accontenta della sola funzione dell’oggetto, necessita anche di un plusvalore di impatto estetico ed emotivo di una certa violenza. Che ne dite allora di questo bel mazzo di fiori in ottone?
Certo, dovete valutare, però, che un simile oggetto all’ingresso della vostra dimora, oltre alla porta, rischia di inibire anche eventuali ospiti ad entrare in casa…

Piatto d’una mostruosa bellezza

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La bellezza di questo piatto è a mio avviso persino commovente!

L’ora del tè

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Sono le 5 pm ed una signora perbene non può continuare la giornata se non si ferma giusto quei tre quarti d’ora per gustare degli ottimi biscotti allo zenzero accompagnati da una buona tazza di tè verde. Il limone, si sa, è bandito. Volete ancora usare quelle orrende tazze anonime e orripilanti che avete preso al supermercato con quelle stupide raccolte punti facendovi credere che la fedeltà a quel venditore valga il vostro buongusto? Non sia mai. Che nella vostre credenza ora e sempre giacciano, in assoluta armonia coi pizzi ben sistemati ai bordi degli scanni del nostro mobile, queste meravigliose tazze da tè. Servizio da quattro, formazione ideale per una gratificante partita a canasta, con cucchiaino compreso. Per noi, che abbiamo superato abbondantemente la cinquantina con i nostri ormoni che han fatto le valigie e si son trasferiti verso zone recondite del nostro corpo, è un diritto ricordare i tempi della gloriosa età in fiore che tanta soddisfazione diede a noi e ai nostri amanti. Cosa c’è di meglio di una tazza che prende la forma di un lussureggiante papavero rosso, in memoria di quando mettevamo fiori rossi sulle nostre fulgenti chiome color del grano? Diventare per un giorno una delle fanciulle di Gauguin è un sogno che può diventare realtà, basta stringere tra le mani la tazza con i conturbanti ibiscus in memoria delle nostre danze estive nelle balere romagnole in cui davamo mostra delle nostre magnifiche gambe scoprendole dal ginocchio alla caviglia. E di tutte le nostre donazioni alla parrocchia concesse in favore dell’Africa non ne vogliamo avere simbolo tangibile? Come non ricordarsene con la tenerissima tazza con giraffa e giraffino, che tanto ricorda la maternità in bisquit che teniamo sul comò della nostra camera da letto? E non parliamo della tazza con leone che, a me personalmente, ricorda il mio amato, defunto e unico marito.

Pina de Bernardis

Cavatappi a forma di fiasco

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CavatappiNo, non siete completamente ubriachi se vi trovate davanti questo cavatappi a forma di fiasco, ma se lo avete difronte presto lo sarete di certo, se non altro per cercare di obliarne così la visione. Ricordo di lunghe passeggiate montane con qualche bottiglia di birra nello zaino, così da appesantire il vostro fardello e fortificare lo spirito, è fabbricato in legno dipinto a mano e acciaio. Entusiasmante souvenir che non mancherà di rallegrare le vostre gite e i vostri picnic rupestri. Oggetto contundente con il quale potrete sfogarvi a centrare recipienti di vetro posti a un’opportuna distanza. Pittoresco ammennicolo atto a decorare la vostra cucina. E, incredibile a dirsi, strumento che può essere realmente usato per cavare tappi a corona da bottiglie di bibite. Da anni interessa studiosi e scienziati che tentano di scoprire quale personalità disturbata può decidere di conservare in casa un simile gingillo. Ma non solo. Da altri pianeti in lontane galassie ne studiano la forma e la funzionalità e presto ne riprodurranno la foggia nella costruzione di astronavi intergalattiche. In Casa Abastor non manca e nonostante mi sforzi di ricordare come c’è arrivato, continuo a non trovare la risposta, il che mi porta a formulare angoscianti ipotesi e teorie di complotto: e se fosse uno strumento utilizzato in una barbara tecnica di lavaggio del cervello? E se servisse a risvegliare candidati manciuriani dormienti? Inquietante, stappante, splendido splendente.